La Sala Immersiva
Varcando la soglia della sala immersiva, il visitatore entra in un ambiente avvolto da una leggera penombra, attraversato da suoni ovattati: passi lontani, voci d’epoca, il rintocco di una campana. Una sottile nebbia digitale aleggia sulle pareti interattive, simile a un velo che separa il presente dal passato.
La sala è un viaggio sensoriale e poetico nella memoria di Roccavaldina, dove il tempo sembra sospeso. Le pareti, completamente sensibili al tocco, sono schermate da una coltre di nebbia virtuale che si muove lentamente, come respirando. Avvicinando le mani o sfiorando la superficie, la nebbia si dirada sotto le dita, rivelando immagini storiche del paese: scorci antichi, volti della gente, feste, botteghe, paesaggi perduti.
Ogni fotografia è accompagnata da frammenti audio: racconti della memoria orale, suoni d’ambiente ricreati con cura filologica. La nebbia torna a velare lentamente l’immagine non appena il visitatore si allontana, invitando a un’esplorazione personale, intima, come se ogni memoria emergesse per un istante solo a chi la cerca.
L’installazione è pensata come un’esperienza emotiva e contemplativa, dove il gesto fisico del “cancellare la nebbia” diventa metafora del recupero della memoria collettiva, riportando alla luce la storia di Roccavaldina, nascosta tra le pieghe del tempo.
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